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Progetti e attività anno scolastico 2017-2018
La valigia che riportò mio padre
1E - 1F Liceo Classico Europeo

In occasione della Giornata della Memoria le classi 1E e 1F del Liceo classico europeo hanno avuto il privilegio di assistere alla rievocazione di una storia familiare, ma che riguarda anche tutti e la nostra storia in generale. Michele Murgia, il loro educatore, li ha resi partecipi della drammatica vicenda accaduta a suo padre Antonio, aviere dell’aeronautica di stanza in Friuli al momento dell’armistizio l’8 settembre 1943, deportato in un campo di concentramento e di lavoro in Germania insieme a numerosi commilitoni e lì internato per ben due anni fino alla liberazione degli anglo-americani nel 1945. La storia di Antonio Murgia è la storia drammatica degli IMI ( militari internati italiani), i nostri soldati imprigionati dai tedeschi che hanno sofferto le privazioni, gli stenti, la fatica, il degrado anche morale come milioni di deportati negli innumerevoli campi di sterminio nazisti. Molti sono morti, i più fortunati sono riusciti a tornare a casa. Nessuno li ricorda, eppure anche loro erano lì, tra questi Antonio Murgia che è tornato nella sua Sardegna , a Suelli, ha raccontato negli anni la sua vicenda ai familiari e ora la conosciamo anche noi. E soprattutto ha portato, o meglio, è stato riportato a casa da una valigia… piena di colori, ma anche di ricordi, e soprattutto di valori, uno su tutti l’amore per la sua famiglia, insomma un simbolo della memoria.

Antonio Murgia non c’è più da qualche anno, ma è vivissima la sua presenza nella sua famiglia. Michele non avrebbe potuto ricordarlo in modo migliore…con il racconto orale, le immagini, i documenti, le musiche dell’epoca…davvero avvincente, emozionante e commovente.

Le ultime immagini, con il video in cui l’anziana moglie di Antonio, con sottobraccio Michele, riceve la medaglia d’onore presso la caserma della Monfenera nel novembre del 2010 con tanto di saluto militare e poi la foto di Antonio anziano in campagna, sono state struggenti.

E’ stato un momento molto bello e importante, non solo per la vicenda familiare, ma anche per la rievocazione e la ricostruzione storica che ha fatto capire ai nostri ragazzi quanto le atrocità di quegli anni abbiano coinvolto anche chi ebreo non era. Quando le storie ci toccano da vicino è sempre diverso, il silenzio totale che ha regnato in aula per più di un’ora lo ha testimoniato.

Grazie Michele.

Articolo scritto e pubblicato da Francesca Didu