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Progetti e attività anno scolastico 2016-2017
Progetto Fisco a Scuola
Classi 2^C, 3^A, 1^B,2^B,3^B, 1^D,2^D, 3^D Scuola Sec. di I grado

Le classi 2^C, 3^A, 1^B, 2^B, 3^B, 1^D, 2^D, e 3^D della Scuola Sec. di I grado nel corrente anno scolastico hanno aderito al progetto “Fisco a Scuola” organizzato dall`Agenzia delle Entrate, ovvero una agenzia pubblica italiana che svolge le funzioni relative ad accertamenti e controlli fiscali e gestione dei contributi che ha come obbiettivo, garantire gli adempimenti degli obblighi fiscali da parte dei cittadini contribuenti.

Lo scopo del progetto in questione è quello di istruire noi cittadini alla realizzazione e al funzionamento dei servizi pubblici in modo da fornirci una corretta educazione fiscale e favorire sempre più l’inserimento degli studenti nella vita sociale e nel mondo del lavoro di cui un domani faremo parte. La scuola è certamente il posto più indicato per trasmettere tale messaggio, in maniera da far capire più adeguatamente lo scopo del Fisco, i funzionari dell’agenzia delle entrate hanno esposto l’argomento avvalendosi di un PowerPoint per essere più incisivi e attirare al meglio l’attenzione di noi studenti. La prima illustrazione che ha introdotto l’argomento sono stati l’articolo 2 e l’articolo 3 della costituzione italiana.

L’articolo 2 dice che: “La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell`uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Nell’articolo 2 viene quindi riconosciuto e affermato il valore del singolo individuo e la possibilità che possa sviluppare pienamente la propria personalità. I diritti inviolabili di cui si parla sono il diritto alla vita, il diritto al nome, il diritto alla cittadinanza, in diritto alla famiglia, il diritto alla libertà di pensiero..

I doveri inderogabili sono una categoria di obblighi a cui nessun soggetto può sottrarsi dall’adempimento.

L’articolo 3 invece dice che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all`organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Secondo il nostro sistema tributario, in base allo scopo per cui vengono applicati i tributi, prelievi obbligatori di ricchezza, sono classificati in tre tipologie:

- le imposte, che paghiamo per i servizi destinati alla collettività

- le tasse, che le paga chi chiede allo stato determinati servizi

- i contributi che li versa chi si avvantaggia personalmente di un’opera pubblica.

La maggior parte dei tributi finiscono allo stato, che funge da distributore di risorse verso gli altri enti. Ogni ente impone i propri tributi ed in più ottiene risorse aggiuntive dallo stato che gestisce i tributi più generici. Oltre a questa funzione di sostegno, lo stato deve provvedere al pagamento degli interessi sul debito pubblico e al sostegno delle aziende pubbliche per farne quadrare i bilanci.

Il tributo che lo stato impone ai propri cittadini è fondamentale per poter funzionare e poter garantire servizi efficienti. Essa però può rivelarsi al pari della spesa che destina ai ceti sociali più deboli, uno strumento fondamentale è molto efficace per garantire una maggiore equità e ridurre la disuguaglianza tra cittadini. Una politica ordinata e distributiva che dovrebbe sempre attuare uno stato, si deve ispirare al principio di equità, attuabile premiando i soggetti più deboli e svantaggiati, elargendo loro aiuti economici. D’altro canto invece, i tributi dovrebbero essere imposti maggiormente ai ceti più ricchi. Queste politiche quindi consentono di ridistribuire la ricchezza e di proteggere i più poveri e allo stesso tempo di ridurre le tensioni sociali in quanto in tal modo tutto possono avere accesso ai servizi, gran parte dei quali senza questo aiuto dello stato, rimarrebbero esclusi alla fruizioni dei più poveri.

Il tributo quindi in una società in cui gran parte della ricchezza è nelle mani di pochi e gran parte della popolazione è invece povera, se usato correttamente può aiutare a ridurre le distanze tra ricchi e poveri. Il reddito è la ricchezza che noi otteniamo lavorando, esistono vari tipi di reddito: il reddito da lavoro dipendente che è il classico stipendio, che viene versato a fine mese ad ogni persona che è stata assunta, il reddito da lavoro autonomo che è ciò che il libero professionista riesce a guadagnare attraverso le fatture che emette, il reddito fondiario che deriva dagli immobili, il reddito da capitale che deriva dalle attività finanziarie e il reddito da società che deriva da partecipazioni societarie. Purtroppo in Italia ancora oggi esistono grandi sacche di evasione fiscale.

Si parla addirittura di miliardi e miliardi di euro che non entrano annualmente nelle casse dello Stato. Da più parti sento dire che se ciascun cittadino pagasse realmente le imposta dovute, tutti noi certamente pagheremo meno imposte, perché il carico fiscale sarebbe ridistribuito più equamente.

Testo scritto da Giovanni Spano(3^A)

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